Sac. LEONIO LUNARDI
Da Civè di Correzzola (Padova), passato al Signore in
Tortona il 30 ottobre 1998, a 55 anni d’età, 39 di professione religiosa e 29
di sacerdozio. Riposa nel cimitero di Civé di Correzzola (Padova).
Il larghissimo tributo
d’affetto e di preghiere, che ha accompagnato questo caro Confratello durante
le celebrazioni funebri nel Santuario di Tortona e nella nativa parrocchiale
di Civè, testimoniano la stima che egli aveva meritato nel corso del suo
ministero sacerdotale, anche al di fuori della sua comunità religiosa. Una
testimonianza del suo Parroco, già in anni lontani, affermava che nel cuore
di Leonio, “anche da piccolo era stato sempre presente il desiderio d’essere
sacerdote e religioso: avrebbe voluto farsi frate…”. Invece il Signore lo
condusse a Don Orione.
Aveva dieci anni quando fu accolto nel
nostro seminario di Campocroce di Mirano (Venezia), il 5 ottobre 1953,
essendo nato a Civè il 30 gennaio 1943. Dopo le medie a Campocroce (1953-56)
e il ginnasio a Buccinigo d’Erba (1956-58), dove ricevette anche il santo
abito, fece il noviziato a Bra Bandito e professò la prima volta a Villa
Moffa (10 ottobre 1959), completandovi anche il liceo. Compì il suo tirocinio
come assistente dei nostri seminaristi a Voghera e la teologia a Tortona
(1965-69), coronata dall’ordinazione sacerdotale ricevuta a Maserà (Padova)
il 29 giugno 1969. Aveva pronunciato i voti perpetui a Varallo Sesia
(Vercelli) il 12 settembre 1965.
L’indole mite, laboriosa e generosa
favorì il suo cammino religioso, soprattutto in comunità di formazione dei
giovani e in istituti di carità.
Fu a Montebello (Pavia), assistente di
quel seminario nostro e vicario economo (1969-82), a Chirignago come vicario
(1982-84); direttore nel seminario di Campocroce (1984-89). Dal 1985 membro
del Segretariato di formazione e pastorale vocazionale, nel 1990 tornò a
Villa Moffa, come economo prima e poi come incaricato d’Opera. Il 30
dicembre 1996 venne destinato al Centro “Mater Dei” in Tortona, dove ebbe
anche ministeri esterni presso parrocchie della diocesi (Avolasca e
Palenzona), acquistandosi affettuosa venerazione da quelle popolazioni, che,
con quelle di Bra Bandito, alla notizia della sua inattesa dipartita, gli
diedero onore commovente di gratitudine e di preghiere.
Non espansivo come carattere, poco propenso
a quanto faceva rumore, alimentò, tuttavia, nel cuore, un vivo e sincero
amore ai superiori e confratelli, prodigandosi per tutto quello che gli era
concesso dalla non fermissima salute.
Di portamento e animo
modesto, si palesò sempre lieto della sua vocazione sacerdotale e orionina,
sicura, decisa, lontana da qualsiasi esibizionismo, sorridente e servizievole
ad ogni richiesta secondo le sue possibilità.
Alla vigilia, e nel
fare richiesta, di essere ammesso al sacro Ordine del presbiterato, egli scriveva
al Direttore generale Don Pensa: “L’esempio del nostro Padre Don Orione, mi è
di sprone a dare tutto me stesso per il bene della Chiesa e della nostra
Congregazione”. Aspirazione e proposito che si palesarono sempre fedele
programma della sua vita spirituale e stimolo al suo edificante ministero
sacerdotale e religioso.
(dagli "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia")
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