Casella di testo: Metodi per diventare Santi
Casella di testo:         Tra i Santi del primo novembre                                           posta@unangelo.it

                 Era il veterano della Congregazione con i suoi 98 anni di età, 77 di professione religiosa e 72 di sacerdozio. Era nato il 9 agosto 1908 a Barbarano Romano. Fu accolto da Don Risi, il 1 ottobre 1922, a Ognissanti. Da quel giorno la sua vita fu tutta identificata con Don Orione, che ebbe modo di conoscere per molti anni, e con la Congregazione che amava come madre.

Tutti abbiamo presente il fervore e il tono profetico quando parlava di Don Orione, quando ricordava quello che Don Orione voleva dai suoi figli, quando richiamava lo spirito di povertà, la vita di preghiera, la carità, la volontà di Dio e l’obbedienza, l’amore al Papa.

Il 15 agosto 1924 ricevette l’abito religioso a Villa Moffa da Don Orione. Poi fu a Venezia per frequentare il liceo a Venezia, presso i Padri Cavanis. A Villa Moffa, fece la prima professione il 29 luglio 1929 e poi, a Tortona, la professione perpetua il 28 agosto 1932 sempre nelle mani di Don Orione.

I suoi anni da chierico furono di fuoco e di sacrificio: al seminario di Montebello era assistente e insegnante e in più studiava teologia. Già allora era gracile di salute. Don Orione, che lo vedeva tanto generoso e sacrificato, scrisse al direttore, don Camillo Bruno, il 29 novembre 1932: “Fa che abbia lui, Mogni, Nicola, un vitto molto, molto sostenuto, se no finiranno male e li porteremo sulla coscienza. È gente che non bada a lavorare e che si spende: la Congregazione non si spende mai troppo per chi si spende per essa. Oltre al vitto più sostenuto e ad una vera supernutrizione, abbiano uovo con latte il mattino e latte caldo con uovo sbattuto a merenda. E fa che sia subito, da non arrivare troppo tardi”.

Studiò teologia per conto proprio, sostenne gli esami e fu sacerdote il 24 febbraio 1934.

Per tutta la vita ebbe incarichi nelle case di formazione e nella formazione: a Montebello (1934-1940), a Buccinigo (1949-1945), a Patrica (1950-1955) a Roma “Santa Maria” (1955-1967) e a Sette Sale (1958-1961). Dal 1967, risiedette nelle comunità di Roma, al Centro di Monte Mario, eccettuata una parentesi a Reggio Calabria (1973-1975).

Aiutò come padre spirituale e confessore varie comunità orionine e altre comunità esterne che a lui ricorrevano; in particolare il Movimento “Tra Noi”, il “Piccolo Rifugio” e la “Piccola Pietra”. Era il riferimento per le confessioni di chierici e di religiosi, di sacerdoti e di laici che venivano a cercarlo nella sua stanzetta.

Ebbe sempre a tribolare con la salute, ma non se ne lamentava; si curava con obbedienza; si offriva agli altri senza troppo pensare ai propri malanni e all’età avanzata.

Anche di questo orionino possiamo dire che “è morto d’in piedi”, lucido, attivo, interessato agli altri e aperto alle relazioni fino a un paio di giorni prima della morte, avvenuta a mezzogiorno del 3 dicembre, prima Domenica di Avvento.

Un ricordo personale. Due anni fà, poco prima del natale 2004, fui avvisato che Don Santella desiderava parlarmi. Fui a incontrarlo nella sua stanza. Mi parlò della congregazione, mi incoraggiò nel mio nuovo ufficio, infine annunciò che aveva qualcosa da consegnarmi. Si alzò, andò all’armadietto e ne trasse un orologio, un vecchio orologio da taschino. Tenendolo tra le mani aperte e guardandolo con  tenerezza, mi disse: Me l’ha consegnato Don Sterpi, su suggerimento di Don Orione, nel 1936, quando ero a Montebello. Quante ore ha segnato, tutte per il Signore”. E a mani aperte, come nel gesto dell’offertorio, mi consegnò il suo orologio da tasca. “Questo orologio ha contato quasi settant’anni della mia vita religiosa”.

E’ l’orologio della fedeltà. Ora non misura più il tempo di Don Santella, ma ricorda dove sta il senso e il valore della vita: “tutte ore per il Signore”.

 

Don Flavio Peloso

 

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(Sacerdote nell’Opera di Don Orione)