Ricordo di Nonno Carmine

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Semivicoli 17 febbraio 1981 – S. Messa esequiale

(trascritto da registrazione su audio-cassetta)

 

Concelebrano: don Lorenzo, don Ernesto, don Ettore, don Guido, don Panfilo

Presiede: don Angelo

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La grazia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti voi.

 

Carissimi, il nostro fratello Carmine, mentre la sua anima partecipa dal Regno eterno, viene ancora una volta nella Santa Assemblea con il suo corpo, che fu santificato nel Battesimo, che nella vita e nella morte fu unito al Sacrificio di Cristo e che un giorno risorgerà glorioso. Con la nostra partecipazione alla Messa, affrettiamo l’ingresso nella gloria.

 

Signore pietà !

 

Preghiamo. Dio Padre misericordioso, tu ci doni la certezza che nei fedeli defunti si compie il mistero del tuo Figlio morto e risorto; per questa fede che noi professiamo, concedi al nostro fratello Carmine che si è addormentato in Cristo, di risvegliarsi con lui nella gioia della Resurrezione.Per Cristo nostro Signore.

 

Dal libro della Sapienza.

Le anime dei giusti, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.

Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità.

Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.

Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là.

Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.

 

Salmo responsoriale: A te Signore elevo l’anima mia.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri

guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza.

 

Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori

Guida tutti secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.

 

Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia

per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.

Per il tuo nome, Signore, perdona il mio peccato.

 

Alleluia

Io sono la Resurrezione e la Vita, chi crede in me, anche se muore, vivrà;

chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni.

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia  e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».  Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

 

Don Lorenzo:  …(omissis)   Carmine, ha vissuto giornalmente un suo programma spirituale. Non possiamo ricordare tutto di come ha vissuto la sua giovinezza, a metà della sua vita o negli ultimi anni della sua esistenza. Sappiamo però che quest’uomo ha fatto del suo meglio, ha mantenuto le sue promesse e tramite il suo giornale quotidiano possiamo averne una testimonianza.

Per noi potrebbe essere una copia vivente di Gesù…..(omissis)…  Gesù fatto uomo, fu totalmente uomo, nei suoi sentimenti e in tutti i suoi atti e fu pienamente cosciente di tutti i suoi atti. Volesse il cielo che ognuno di possa dire di se stesso di essere pienamente cosciente dei propri atti !  (omissis) … Quest’uomo ha nel suo diario uno specchio….. Sembra lezioso ripetere Ave Maria.. Ave Maria…. Ave Maria…. Cinquanta, cento, centocinquanta volte Ave Maria…. I Santi lo ripetevano anche migliaia di volte al giorno senza mai stancarsi…perché trovavano nella preghiera la forza di essere anime geniali e ogni volta vi mettevano qualcosa di più…sentimenti che precedentemente nemmeno si erano sognati di esprimere…. Oggi nel ritiro spirituale che abbiamo fatto a San Giovanni in Venere ci è stato detto che l’aggiornamento teologico si può operare con due mezzi. Un primo mezzo approfondendo i libri di Teologia…, oppure, in ginocchio, pregando…. Lo hanno fatto anche i Santi che stando molto tempo in ginocchio per la preghiera, sono diventati anche Teologi…e quando sono stati messi al confronto con coloro che avevano speso la loro esistenza tra i grossi libri del pensiero umano… ebbene, niente!…. diverso è il pensiero dei Santi da quello dei Teologi… ebbene ci auguriamo che la lezione che ci ha donato il Sig. Carmine possa servire alla vita spirituale di ogni papà di famiglia e per tutti noi…..

 

don Angelo: Permettetemi in questo momento che possa esprimere il mio grazie a Dio per il dono del nonno Carmine e per le numerose preghiere e attenzioni cha ha avuto nei miei confronti. Nonno mi ha accompagnato il primo giorno in Seminario, e un giorno in cui ero già assistente di altri ragazzi e avevo organizzato la festa dei genitori, mi ha ricordato che, tutti i giorni pregava per me. Il direttore del seminario, volendo sottolineare l’importanza della presenza cristiana dei parenti dei giovani seminaristi, ebbe a dire, in un discorso, questa frase: “Se Angelo conserva la sua vocazione, molto lo deve alle preghiere del nonno”.

Ebbene, grazie, nonno, ecco io so quanto hai pregato per me. Lo hai lasciato anche scritto, so anche che curavi una particolare preghiera per tutti i Sacerdoti che

 conoscevi e che si raccomandavano alle tue preghiere; ed è per questo, che oggi, ti sei meritato così tanti Sacerdoti qui sull’altare, che offrono il Sacrificio Eucaristico, al quale tu, sempre, hai partecipato con tanta fede e tanta devozione.

Cari parenti, cari amici, questa è la testimonianza, questo è l’insegnamento e, vorrei dire, l’eredità che ci lascia il nonno Carmine. La testimonianza di una fede, di una vita di fede e di preghiera, che lo ha accompagnato per tutta la vita e lo ha preparato al momento della morte. Ecco “la morte è una festa”, è una espressione che ha ripetuto il nonno prima di partire per l’ospedale per andare a soffrire la sua ultima malattia e ha voluto, questo lo ha testimoniato la zia Concetta, perfino provare il vestito nuovo che ora indossa. Sì, questa vita si spegne, ma nella resurrezione di Cristo ha una vita nuova di gloria e di amore. Ha tanto pensato a questo momento che si è preparato perfino la tomba, per non dimenticare quel suo impegno, nella vita, di prepararsi all’incontro con Dio. E allora sì che si può stare sereni, come è stato sereno il nonno in questi giorni, anche se era martoriato da dolori molto forti. Ripeteva fino a ieri: “Signore, perdona i miei peccati”.

            Con la sua serenità, ci ha rasserenati. Ecco noi non vogliamo tanto piangere, ma vogliamo pregare; perché lui ci ha insegnato a pregare; che bisogna pregare per tutti. Ogni domenica, sul suo diario, c’è sempre scritto questo: “O Signore, soccorri i miei figli, i parenti, gli amici”, nominandoli ad uno ad uno e poi prega: “per tutti quelli che soffrono per malattie, nelle case e negli ospedali; per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per quelli che si raccomandano alle mie preghiere, per quelli che mi vogliono il bene e per quelli che mi vogliono il male. Per i  miei cari defunti e per tutti i defunti che riposano in Cristo”.

Forse, alcune volte, noi, standoci molto a contatto, ci siamo un po’ stancati di sentirlo. Abbiamo criticato le forme di preghiera, perché non le sentivamo le nostre; ma quel che oggi il Signore, tramite l’esempio di vita del nonno Carmine, ci vuole ricordare è che è necessario pregare. Che è necessario curare il nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Certo noi non costruiremo altarini nelle nostre camere, nei nostri salotti, come ha fatto il nonno in casa sua. Probabilmente non riempiremo nemmeno di immagini di santi le nostre case; non metteremo, credo, la nostra fotografia sulla tomba del cimitero; ma è necessario, per ciascuno di noi, vivere una vita di fede. Vivere una vita di preghiera, che si manifesterà nella maniera in cui crediamo, ma dovrà essere una vita di fede in Dio, di ascolto degli insegnamenti di Cristo, di partecipazione ai Sacramenti cristiani, di amore verso ogni persona che vive con noi.

Ecco, grazie, nonno, per averci ricordato tutto questo. Tu, come ciascuno di noi, hai avuto bisogno di chiedere perdono a Dio, di chiedere perdono dei tuoi peccati, dei tuoi errori, li hai confessati. Ecco, abbiamo capito che dobbiamo farlo anche noi. E che confessando i nostri sbagli, sforzandoci di fare del bene a tutti, pregando tanto, noi possiamo serenamente percorrere insieme a Cristo il nostro calvario e poi gioire nella resurrezione.

 

Fratelli carissimi, rivolgiamoci a Dio Padre Onnipotente, che ha risuscitato dai morti Gesù Cristo, figlio suo e nostro Signore e preghiamolo per la salvezza e la pace dei vivi e dei defunti.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore

Per questo defunto Carmine che nel Battesimo ha ricevuto il germe della vita eterna, per il Signore lo accolga nella comunione dei Santi. Preghiamo.

Per questo defunto Carmine che si è nutrito del Corpo di Cristo, Pane di Vita Eterna, perché il Signore lo risusciti nell’ultimo giorno. Preghiamo

Per le anime dei nostri parenti e di tutti coloro che ci hanno fatto del bene, perché il Signore conceda il premio alle loro fatiche. Preghiamo.

Per i fedeli che si sono addormentati nella speranza della resurrezione, perché il Signore li accolga nello splendore del suo volto. Preghiamo.

Per tutti noi qui raccolti con fede e devozione, perché il Signore ci riunisca nel suo Regno glorioso. Preghiamo.

 

 

O Signore, la nostra preghiera sia di aiuto alle anime dei fedeli defunti, liberale da tutti i loro peccati e rendile partecipi della tua Redenzione. Per Cristo nostro Signore.

 

 

Offertorio. 

Ti offriamo, o Signore, questo Sacrificio di riconciliazione per il nostro fratello Carmine, perché possa incontrare come giudice misericordioso il Cristo che ha riconosciuto nella fede, come suo Salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

            Comunione.

            O Padre, che in questo Sacramento ci hai donato il Corpo e il Sangue del tuo Figlio, come viatico nel pellegrinaggio terreno, concedi al nostro fratello Carmine di partecipare al banchetto del cielo. Per Cristo nostro Signore.

 

            Commiato.

            Prima di compiere, secondo il rito cristiano, il pietoso ufficio della sepoltura, supplichiamo con fede Dio nostro Padre. In lui e per lui tutto vive. Noi affidiamo alla terra il corpo mortale del nostro fratello Carmine, nell’attesa della sua Resurrezione. Accolga il Signore la sua anima nella Comunione gloriosa dei Santi. Apra egli le braccia della sua misericordia, perché questo nostro fratello, redento dalla morte, assolto da ogni colpa, riconciliato con il Padre e recato sulle spalle dal Buon  Pastore, partecipi alla gloria nel Regno dei cieli.

 

            Nelle tue mani, consegniamo l’anima del nostro fratello Carmine, con la sicura speranza che risorgerà nell’ultimo giorno, insieme a tutti i morti in Cristo. Ti rendiamo grazie, o Signore, per tutti i benefici che gli hai dato in questa vita, come segno della tua bontà e della comunione dei santi in Cristo. Nella tua misericordia senza limiti, aprigli le porte del Paradiso e a noi che restiamo quaggiù dona la tua consolazione con le parole della fede, fino al giorno in cui, tutti riuniti in Cristo, potremo vivere sempre con te nella gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

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