Ricordo di Nonno Carmine

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75.650 Km in bicicletta

 

 

Ricordi…. Postali             della nipote Emilia Maria Di Federico

 

Una vecchia bicicletta arrugginita ti conduceva, nonno, tra stretti vicoli ed impolverati sentieri di campagna.

Il logorato borsone dì cuoio, legato con lo spago, a fatica conteneva la posta che giornalmente consegnavi a parenti, amici e compaesani.

Il tuo arrivo era un rito per tutti, e tu, orgoglioso dì quella divisa che, con portamento elegante e gioviale giornalmente indossavi, non negavi mai un sorriso, una battuta, un aiuto a chi affettuosamente ti aspettava.

Persino i cani randagi, avvezzi  a rincorrerti al passaggio, scandivano il tempo del tuo lavoro. Il loro abbaiare richiamava l’attenzione dei vicini che volentieri interrompevano i loro lavori quotidiani per venirti incontro rivolgendoti la consueta domanda : "C'è posta?”

Quanta gioia sprigionavano i tuoi occhi quando annunciavi l’arrivo dì un assegno o dì un vaglia internazionale a quella povera gente che attendeva ansiosamente il frutto del loro lavoro da emigrati.                                                             

Era doloroso, invece consegnare un telegramma foriero dì brutte notizie.

Gli indirizzi erano spesso insufficienti ma tu non avevi problemi, la conoscevi bene LA TUA GENTE. Bastava anche solo il nome e ...LA POSTA arrivava sicuramente al giusto destinatario.

Molte volte sei stato chiamato ad aprire e leggere le lettere a coloro i quali non avevano avuto la fortuna dì imparare a leggere e a scrivere. E tu con tanta discrezionalità e riservatezza, hai assolto anche questo compito che LA TUA GENTE ti aveva affidato.

Eri una istituzione per il piccolo paese dì campagna (Semivicoli) e di questo ne eri molto fiero tanto da trasmettere in famiglia il culto per LA POSTA.

Io all’epoca ero bambina, ma ricordo perfettamente la tua figura dì POSTINO.

Quando ti vedevo passare urlavo : " Ciao Nonno! ".  Mi inorgogliva salutarti davanti ai miei amici.

Chissà? Era un presagio per me?

In una ingiallita foto degli anni '60, tu, accanto alla tua inseparabile bicicletta, mi consegnavi una lettera ed io, piccola, paffutella e ricciolina  la  prendevo felicemente tra le mani chiedendomi cosa fosse.

Oggi quella foto sembra voglia dire: “IL PASSATO consegna la….POSTA….al FUTURO”.

 

grazie nonno.

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