Ricordo di Nonno Carmine

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Introduzione

 

Il nonno Carmine ha voluto venissero a me i suoi quaderni di “diario” perché ne curassi la pubblicazione.

            Ai parenti, potrebbe apparire una presunzione del nonno, considerata la semplicità e la ripetitività del manoscritto.

            Io ho sempre conservato nel cuore questo desiderio del nonno e mi sono sempre ripromesso, un giorno o l’altro, di far conoscere almeno qualche pagina dei suoi manoscritti, a chi potrebbe, in qualche maniera, far piacere di leggerli, apprezzarli e, magari, secondo il desiderio del nonno, averne un beneficio spirituale.

            Ho conservato gelosamente detti manoscritti e ora a 20 anni dalla morte del nonno, ho riletto con commozione il suo diario e condividendo il desiderio dei suoi figli che mi hanno ricordato “il mio impegno morale”, mi sforzo di proporre questa raccolta di ricordi, riproducendo, con lo scanner al computer, integralmente alcune pagine, per poter apprezzare l’impegno che si evince anche dalla “grafia”.

            Il nonno ha numerato le pagine del suo “diario” e ne sono ben  194 + 48 + 920 a cui sono da aggiungere anche 2 quaderni scritti durante il suo soggiorno in Inghilterra e un mini-quaderno precedente a tutti. La raccolta è composta da sei quaderni scolastici e 12 quadernoni; più alcuni fogli volanti scritti per ricorrenze particolari e altre pagine senza numerazione. La grafia è particolarmente curata, con caratteri grossi e chiari, usando penne di diverso colore per evidenziare titoli, ricorrenze e racconti particolari.

            Il nonno ha così titolato i suoi “quaderni” :

 

 

            La prima data è del 29 dicembre 1942 a Roma.

            Ha di nuovo iniziato senza mettere alcuna data e scrivendo delle preghiere così come gli venivano in mente, parte, si capisce, che sapeva a memoria e parte che copiava. La prima data è a pag.26 quando ricorda la S.Comunione per il Precetto Pasquale, Sabato Santo alla mezzanotte del 29 marzo 1959. (da pag. 1 a 194)

            Riparte come nuovo inizio ricordando il Precetto Pasquale del Giovedì Santo il 19 aprile 1973 iniziando dicendo: “dalla mia infanzia sono sempre stato timorato di Dio” (porta una numerazione da 1 a 48)

            Riparte, cominciando a scrivere su quadernoni, datando: Semivicoli 1 gennaio 1974, stile autobiografico scrivendo: “La nascita di Di Federico Carmine, 8 giugno 1904 a Casacanditella da madre Maria Saraullo e da Sabatino Di Federico.

            Preghiera del mattino davanti all’altarino che ho costruito con le mie mani a gloria e onore di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo che è la SS.Trinità, e per venerare la Madonna, gli Angeli e i Santi, perché con la preghiera si ottiene quelle grazie di cui io ho bisogno, e per tutti i miei cari e anche per tutti quelli che mi vogliono il male e poi per quelli che mi vogliono del bene, e questa devozione che io faccio tutti i giorni l’ho cominciato fin da piccolo, e il mio altarino è così composto: un Crocifisso fatto da me dopo lo sfollamento del 1945; una custodia fatta da me di terracotta alla fornace dove io lavoravo; l’Immagine del Pane e del Vino che rappresenta il Vino e il Pane del Cielo gran Sacramento. La Madonna e i Santi, i candelieri con otto candele che io prendo il giorno della Candelora il 2 febbraio di ogni anno.Faccio benedire le candele che mi bastano tutto l’anno e che arderà quando dico la preghiera in ginocchio la mattina e la sera, che durerà 10 minuti la mattina e 10 minuti la sera, poi un vasetto di acqua benedetta sopra l’altarino per farmi il segno della croce, e poi ho un vasetto di olio della Madonna dell’Incoronata di Foggia che ci metto l’olio che con il segno della croce Iddio benedice e poi ogni mattina mi segno con l’olio di salute sulla testa nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo mi libera da ogni male dell’anima e del corpo.”

            L’ultimo giorno di preghiera registrato sul diario porta la data del 18 gennaio 1981.L’ultima data è il 25 gennaio 1981: (conversione di San Paolo) (pag. 920) e non ha potuto più scrivere, perché malato. Ero presente anch’io, quando, assistito dai figli, che lo osservano mentre con fatica si fa il segno della croce, serenamente chiude gli occhi a questo mondo il 16 febbraio 1981.

            Oggi propongo a voi alcuni miei ricordi e di più “stralci” dal suo “diario” con uno spirito particolare: nella nostra famiglia abbiamo dei “Santi”, di quei santi che non avranno un posto nel calendario, ma che sicuramente possiamo ricordare il Primo Novembre, quando la Chiesa celebra la festa di tutti i Santi; intendendo ricordare tutte quelle anime che sono in Paradiso, perché hanno creduto in Gesù Cristo, e che gli uomini tendono a dimenticare perché,  nella loro vita vissuta nella semplicità e nella normalità, non hanno lasciato segni straordinari. Ed essendo la memoria dell’uomo limitata, non ha la possibilità di contenere tutto e perciò tende a dimenticare tutto; fortunatamente dimentica il male, ma purtroppo dimentica anche il bene.

            Dopo vent’anni dalla morte del nonno, io spero che tutti abbiamo dimenticato i suoi difetti (ne aveva, ma è logico; apparteneva al nostro mondo, dove neanche i Santi canonizzati ne sono stati esenti ! ); sarebbe bello però se riuscissimo a non dimenticare il bene che ha desiderato compiere e che in molti casi ha compiuto.

            Propongo questo lavoretto come una esortazione per noi tutti a cercare, ognuno secondo il proprio stato di vita, con una propria spiritualità, facendo fruttificare i doni ricevuti da Dio, Gesù nostro Salvatore; e testimoniare la nostra Fede cristiana, impegnandoci a portare  Pace e Amore al nostro prossimo.

 

 

 

 

Angelo De Ninis

 

Ricordo di Nonno Carmine

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