Casella di testo: 8 luglio     metodi per diventare santi
Casella di testo: I martiri di Cristo non sono sepolti…… 
sono seminati…...

              Madre Maria Agostina di Gesù, Ida Vittoria Cassi, nacque a Firenze, nel quartiere San Lorenzo, il 17 marzo 1864, secondogenita di sette figli nati dal matrimonio di Pietro Antonio di Angiolo e Serafina Masi. L 'infanzia della Serva di Dio trascorse serena nella famiglia benestante, frequentando la scuola tenuta dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli nell' Istituto di S. Caterina nel quartiere di Barbano.

Fin da piccola dimostra una spiccata propensione alla vita di pietà, soprattutto un grande amore all'Eucaristia, e grande sensibilità spirituale manifestata col pianto quando si enunciavano i misteri dolorosi del S. Rosario.

Nel 1874, in seguito ad un incidente, la morte del Padre fece disperdere in breve la famiglia: mamma Serafina trentatreenne, incapace di gestire da sola la crescita di sei figli, mise in collegio i due maschi. Tre figlie si sposarono giovanissime mentre Ida verso il 1883 seguì la madre a Roma, sotto la tutela dello zio Tito e continuò gli studi,  probabilmente assistita come orfana, nell' educandato tenuto dalle Suore di Carità di Nostra Signora del Buono e Perpetuo Soccorso fondate da Suor Maria Agostina della Carità, allora operante proprio in quella Casa, dalla quale erediterà il nome e,  successivamente, il cuore d'argento quasi identico che adotterà nell' abito della sua fondazione. Certamente questa esperienza incise sulla sua grande attenzione e solidarietà verso gli orfani e verso ogni genere di sofferenza o disagio umano. Queste Suore possedevano la casa in via Merulana, dove allora stava sorgendo un nuovo quartiere vicino alla basilica di S. Giovanni in Laterano; erano molto stimate per l'educazione che davano alle ragazze; la Fondatrice, madre Agostina,  era legata da antica amicizia con madre Marie Joseph de Jesus, fondatrice delle Suore del Patrocinio di S. Giuseppe, delle quali Ida farà parte più tardi. Madre Marie Joseph, che muore il 26 ottobre 1884, quasi ogni giorno si recava a far visita alla Fondatrice delle suore del Buono e Perpetuo Soccorso, la quale indirizzava nel giovane Istituto dell' amica le sue alunne migliori che desideravano farsi religiose, vm.

Terminati gli studi ottenendo con lode il diploma di maestra, subito, la giovane entrò nell'Istituto del Patrocinio di San Giuseppe, probabilmente consigliata dalla stessa Fondatrice madre Agostina: era il 2 agosto 1887. Il 24 settembre dello stesso anno fece la vestizione religiosa con il nome di Suor Maria Agostina della Volontà di Dio: significativo è anche il nome che le viene assegnato: la Superiora che riceve Ida in comunità è madre Raffaella della Croce che aveva solo 27 anni; anche lei proveniva dalle Suore del Buono e Perpetuo Soccorso fra le quali aveva fatto il postulandato ed era stata indirizzata al Patrocinio di S.Giuseppe dalla Fondatrice madre Agostina; la giovane superiora assegna alla novizia il nome della Fondatrice che entrambe avevano conosciuto; questo può anche spiegare perchè, più tardi, madre Raffaella faticherà ad accettare la nuovo strada intrapresa da Suor Agostina Cassi, alla quale si sentiva profondamente legata anche da una formazione e da una provenienza comune.

Dopo neanche quattro mesi di noviziato, esaminata dall'incaricato del Cardinal Vicario Lucido Maria Parocchi, la novizia fu trovata idonea per emettere i suoi primi voti, il 2 gennaio 1888; subito dopo, per le sue evidenti qualità è inviata ad aprire, come Superiora, la casa di Montefalcione, nella diocesi di Benevento.
L'Istituto del Patrocinio di San Giuseppe era di recentissima fondazione: la Fondatrice Madre Marie Joseph de Jesus, francese, donna eccezionale per la fede, l'abbandono alla Divina Provvidenza e la carità verso i bambini, era giunta a Roma solo il 3 giugno 1881, dopo aver tentato diverse volte di dare vita alla
sua opera in Francia; ma a Roma solo agli inizi del 1883 riuscì ad avviare la sua fondazione; ricevette l'approvazione dell 'Istituto da parte del cardinale Vicario solo qualche giorno prima della morte; Madre Raffaella si trovò a gestire, giovanissima, una Congregazione appena sorta, con molte
giovani che desideravano entrarvi e tantissimi bambini cui provvedere. L 'Istituto aveva allora la sede in via Monserrato; della formazione delle novizie si occupava Madre Raffaella che trasmetteva loro quanto aveva potuto apprendere dalla Fondatrice, soprattutto una devozione tenace, forte, profondissima all'Eucaristia, perche secondo il primo progetto di madre Marie Joseph la sua
Opera doveva essere interamente dedicata all'adorazione perpetua riparatrice, e in questa ottica dovevano rientrare anche le opere apostoliche.

L 'esperienza di madre Agostina a Montefalcione fu efficace: le belle attitudini della Serva di Dio vengono riconosciute anche dalla stampa locale; La Sentinella Irpina del 24 agosto 1889 dipinge la giovane direttrice come "donna vispa e piena di brio, e che par si moltiplichi", mentre la sua grande disponibilità attirava tutta la popolazione montefalcionese che si infervorò alla vita cristiana e si oppose alla partenza di Suor Agostina murando la porta del convento quando la giovane religiosa fu richiamata a Roma; in Suor Agostina stava maturando una nuova chiamata da parte del Signore: servire per tutta la vita i più poveri specialmente i bambini e gli orfani, non solo come facevano le Suore del Patrocinio di s.Giuseppe, ma nei paesi più lontani, più isolati, dove l'alfebetizzazione era carente e la gente viveva nella miseria morale e materiale. Non grandi case, ma piccoli nuclei di religiose che vivessero in mezzo alla gente, condividendone la fatica quotidiana. Quello che eccezionalmente stava facendo a Montefalcione, poteva diventare lo scopo di tutta la sua vita; ma questo avrebbe significato lasciare l'Istituto del Patrocinio di S. Giuseppe al quale era molto legata.

Una grave malattia fu il mezzo del quale si servì la Divina Provvidenza per fare luce nel suo cuore: Suor Agostina fu ridotta in fin di vita da meningite cerebro-spinale.

Già agonizzante, mentre tutta la popolazione pregava per lei, a Suor Agostina apparve la Madonna che le chiese di consacrarle molte figlie; istantaneamente la giovane religiosa si sentì guarita e corse in chiesa a ringraziare la Madonna; non capiva però chiaramente il suo messaggio: cosa voleva dire consacrarle delle figlie? In un primo momento aveva pensato all' Associazione delle Figlie di Maria che lei stessa aveva fondato a Montefalcione.

Fu I' Arcivescovo di Benevento cardinale Camillo Siciliano dei Marchesi Di Rende, già Nunzio Apostolico in Francia~ che la aiutò a comprendere: doveva dare vita ad una nuova famiglia religiosa consacrata alla Madre di Dio. A lei si uniscono presto alcune compagne: Suor M. Gabriella dell' Annunziata (Caterina Schiavone), Suor Concetta dell'Eucaristia (Oliva Zanetti), Suor M. Celestina degli Angeli (Elena Lampani), tutte suore del Patrocinio di San Giuseppe e Natalina Salvatori, parente della Madre e ancora giovanetta
e quindi due ragazze del paese: Consolata Giannelli e Matilde Contrada, poi Suor
Immacolata e Suor Agnese.

La prima prospettiva fu quella di aggregare questa nuova comunità alla Congregazione francese delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore; ricevuta però risposta negativa da Issoudun, si orientarono verso una nuova fondazione. Il distacco del piccolo di suore che recideva a Montefalcione dall'Istituto del Patrocinio di San Giuseppe diede vita però ad un serio problema circa la sede del Monastero, perchè il Comune lo aveva affittato, con diritto di acquisto arate, a quell'Istituto; Suor Agostina e Suor Gabriella non ricevono lo stipendio dovuto loro dal Comune per pagare le rate, ma, non essendo lei la titolare del contratto, deve cercare un'altra sede.

Ne11893, all'inizio dell'anno scolastico, la piccola comunità spostò la casa principale , in Palma Campania, passando così sotto la giurisdizione del vescovo mons. Agnello Renzullo al quale lo stesso card. Di Rende raccomandò le Suore.
L 'espansione del nuovo Istituto delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore comincia molto presto: di alcune di queste prime case si ignora la data esatta dell'apertura ed anche quando le Suore hanno cessato l'attività; erano comunità molto piccole, due o tre religiose, in paesi poveri ed anche isolati.  

Il buon incremento di soggetti fu favorito dalla disponibilità della Fondatrice ad accogliere vocazioni povere e la rapida espansione fu richiesta dalle gravi e molteplici istanze che le giungevano da pastori e amministrazioni bisognose di buone samaritane.

Proprio recependo queste istanze sociali - in linea con la Rerum Novarum di Leone XIII - la Serva di Dio aveva concepito l'istituto come " truppa di pronto intervento " capace di cogliere e rispondere alle tante gravi ed urgenti richieste, avanzate sia da prelati, sia da autorità civili.

Nel 1904 Madre Agostina ricevette dallo stesso vescovo di NoIa mons. Renzullo le prime Costituzioni e le diede alle stampe. Nel 1913 iniziò una Visita Apostolica nella Diocesi di NoIa e l' stituto fu confermato nei suoi buoni propositi dalla stessa S. Congregazione dei Religiosi, pur auspicandosi una più intensa e regolare formazione delle Suore e un aggiornamento della Regola secondo le ultime disposizioni in proposito. A tale scopo si dedicò la Fondatrice redigendo la "Santa Regola" ed un copioso e ben ordinato "Manuale di Preghiere" ad uso delle sue Figlie spirituali. Ma appena presentato a Roma il frutto di tanto lavoro svolto tra malattie e viaggi e difficoltà di ogni genere, ne11917, una seconda Visita Apostolica, condotta da padre Benedetto Wirth, la costringe a chiedere il riposo.

L 'austero padre visitatore non capiva, infatti, l'ardore apostolico della Madre che aveva disseminato le sue piccole comunità in molti paesi poveri; sembrava una eccessiva dispersione di forze e di intenti; Madre Agostina, pur con molto dolore, obbedisce e lascia la direzione della Congregazione. Inizia per lei un periodo molto sofferto e travagliato, che la Madre accetta con spirito di fede e di abbandono in Dio; si ritira a Varlungo (Firenze), in una casa per gli orfani della prima guerra mondiale, che serve fino all'ultima ora come maestra e madre.

    Madre Agostina Grassi, da qualche tempo gravemente malata e sofferente, l'8 luglio 1921, dopo una intensa giornata passata a Firenze a chiedere aiuto per i suoi orfani, muore in fama di santità e sinceramente rimpianta dalle sue suore che non l'avevano dimenticata e che, da sempre, guardano a lei come la madre e la guida.

 

Da "Vita e spiritualità della Seva di Dio Madre M.Agistina di Gesù ", uno giornalino ciclostilato in proprio dalla Congregazione "Figlie di Nostra Signora del S.Cuore", senza data.