Casella di testo: 23 luglio         metodi per diventare santi
Casella di testo: Risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, perché vedano le vostre opere buone 
e rendano gloria al padre vostro che è nei cieli . (Mt. 5,16)

La principessa di Nericia

Una donna cinquantenne, dai tratti ancora delicati e dal nobile atteggiamento, è seduta sulle gradinate della basilica di santa Maria Maggiore, a Roma. Chiede l'elemosina, come altri disperati in mezzo ai quali si confonde. Qualcuno la riconosce e la addita, suscitando tra i presenti stupore e commozione, incredulità e ammirazione. Non è la prima volta che la nobile Brigida di Svezia, la principessa di Nericia, chiede ad altri nobili di aprire il loro cuore e tendere una mano gonfia di denaro. Chiede la carità per sé, ma soprattutto per i bisognosi che ha in cura, ai quali ha già dato tutto ciò che aveva. È l'anno 1354. Roma è allo sbando. La cristianità sta attraversando uno dei periodi più tristi della sua storia. Il Papa ha trasferito la sede apostolica ad Avignone lasciando la città in preda al disordine religioso, sociale e istituzionale. Nelle strade e in alcuni rioni ridotti a boscaglie imperversano bande armate e si assistono a scontri sanguinosi tra faide familiari. In questo contesto di desolazione, smarrimento e morte la presenza di Brigida è un faro luminoso. È nata a Finsta, in Svezia, nel 1302, da una famiglia aristocratica e potente, legata alla Casa regnante. Fin da giovane le viene impartita una educazione signorile. Ha appena compiuto quattordici anni quando viene data in sposa a Ulf Gudmarsson, al quale darà otto figli, tra i quali Karin, la futura Santa Caterina di Svezia. Riesce a vivere il suo matrimonio come una missione di amore e solidarietà. Nel castello di Ulfasa c'è ricchezza e splendore, ma Brigida preferisce la sobrietà e la penitenza. Ha fondato un piccolo ospedale e si prende personalmente cura dei malati. Accoglie, in particolare, alcune giovani traviate aiutandole nel loro reinserimento spirituale e sociale. Nel 1335 è chiamata alla corte di re Magnus II come dama di corte della nuova regina, Bianca di Namur. Come regalo di nozze porta in dono una copia della Bibbia che si è fatta tradurre in svedese. Durante i cinque anni che resta nel palazzo si impone per la sua fede schietta, per la sua carità operosa, per la sua decisa azione contro ogni forma di lassismo e immoralità che serpeggia a corte. Chiede e ottiene di ritornare nella sua residenza di Ulfasa, da dove, nel 1341, intraprende assieme al marito un pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela. II lungo viaggio la mette a diretto contatto con i problemi e le lotte che agitano l'Europa in quegli anni, come la terribile ed estenuante guerra dei “Cent'anni” tra Francia e Inghilterra. Resta amareggiata soprattutto per l'assenza del Papa da Roma che ella considera come una ferita inferta all'unità e alla comunione ecclesiale. Durante il ritorno, Ulf si ammala gravemente e, poco tempo dopo, muore. La perdita inaspettata e repentina del marito colpisce profondamente Brigida. La sua vita cambia radicalmente. Avverte con prepotenza la voce di Cristo che le affida una nuova missione, guidandola passo passo con una serie di grazie straordinarie. Dopo aver lasciato i figli ormai maggiorenni e autonomi, prende dimora presso il monastero cistercense di Alvastra. Qui trascorre circa due anni nella solitudine e nella povertà della piccola abitazione. Ai monaci che le chiedono come faccia a sopravvivere in quelle situazioni disagiate risponde: “Il mio cuore è caldo e nei miei pensieri sembra che ci sia una fiamma”. Ed è proprio in questo contesto di solitudine e apparente fallimento che Brigida sperimenta una serie di sublimi intuizioni mistiche, visioni e comunicazioni soprannaturali che ella descrive minuziosamente ai suoi direttori spirituali, i quali li trascrivono in latino, compilando otto grossi volumi intitolati “Rivelazioni”. Nella solitudine di Alvastra, Brigida si interessa attivamente anche del grave problema che sta travagliando allora tutta la cristianità: il ritorno del Papa da Avignone alla sede di Roma. Invia alcune appassionate lettere a Clemente VI incoraggiandolo e, a volte, intimandogli, di mettersi al più presto in cammino verso la sede romana per intraprendere coraggiosamente la riforma della Chiesa. Proprio in vista di questa riforma Brigida ha l'ispirazione di fondare un Ordine religioso che sia un piccolo modello di Chiesa rinnovata. Lo chiama Ordine del Santo Salvatore: un monastero composto da uomini e donne, ben separati, guidati entrambi dalla badessa, aventi in comune la preghiera comunitaria. Nel 1349 si reca a Roma per sostenere l'approvazione pontificia dell'Ordine. Finisce per abitare in una casa gentilizia di piazza Farnese da dove, ogni giorno, si reca "in pellegrinaggio" alle chiese di Roma. Spesso è attorniata da gruppi di mendicanti ai quali cede tutto ciò che possiede, al punto da essere costretta a tendere lei stessa la mano davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore o in quella di San Lorenzo in Panisperna. Il trasferimento in Italia costituisce una tappa decisiva per l'allargamento geografico, culturale e spirituale della sua fondazione. Da Roma, sua nuova patria, intraprende pellegrinaggi e missioni recandosi a Milano, Pavia, Assisi, Ortona, Bari, Benevento, Pozzuoli, Napoli, Salerno, Amalfi, San Michele sul Gargano, Bologna, Farfa, Montefiascone. Nel 1371, ormai anziana, si reca pellegrina in Terrasanta. Il viaggio è faticoso e pericoloso: presso le coste di Giaffa rischia il naufragio. Mentre la nave affonda, nello spavento generale, Brigida se ne sta “tacens et patiens sine turbacione... et manibus iunctis orando”, “silenziosa e calma, senza paura... pregando a mani giunte”. Ritorna a Roma nel marzo del 1373, gravemente debilitata. Qualche mese dopo, il 23 luglio, muore nella casa di Piazza Farnese. Tutta Roma ne è commossa e i funerali riescono una vera apoteosi. È l'ultimo, definitivo pellegrinaggio compiuto da Santa Brigida, la principessa di Nericia che seppe tendere la mano al ricco, per chiedere l'elemosina, e tenderla di nuovo al povero, per trasformarla in pane.

Don Alessandro Belano su “Don Orione oggi” - luglio 2007

Santa

Brigida di Svezia

 

Finsta, Uppsala (Svezia), giugno 1303 – Roma, 23 luglio 1373

 

Religiosa fondatrice dell’ordine del SS.Salvatore

 (le Brigidine)

 

Santa Brigida di Svezia

 

profilo curato da

Gianni Mangano

Messina, 2010

Santa Brigida di Svezia

 

Liturgia