Casella di testo: 10 luglio     metodi per diventare santi
Casella di testo: I martiri di Cristo non sono sepolti…… 
sono seminati…...

           San Paterniano nacque a Fano verso la fine del secolo terzo. Non sappiamo in quale età diventò cristiano, comunque quando scoppiò la tremenda persecuzione di Diocleziano contro i Cristiani, egli era uno di loro e dei più ferventi.

             Per una intima ispirazione, si rifugiò con alcuni discepoli in un luogo solitario, presso le rive del fiume Metauro detto “Egitto danese”. Ivi si dedicò alla preghiera e a così severe rinunzie, che i suoi discepoli ne furono gravemente turbati, ma per un intervento provvidenziale che procurò loro quanto era necessario per nutrirsi, ritornò la pace nella piccola comunità.

             La santità di Paterniano non rimase a lungo nascosta, perciò dalle località e regioni vicine molti si rivolgevano a lui per consiglio e aiuto.

             Allorché, dopo l’editto di Costantino, la Chiesa di Fano rimase senza Vescovo, per desiderio unanime dei presbiteri e del popolo, sotto papa Silvestro, quantunque riluttante, fu eletto Vescovo.

             Pertanto lasciato il suo eremitaggio, venne a Fano accolto con gioia da questa comunità cristiana.

             Gli anni di solitudine e di meditazione gli erano serviti per approfondire i misteri di Dio e lo avevano preparato alla nuova missione.

             Prima si era dedicato solo ai credenti, ora rivolgeva la sua azione a tutto il popolo e, con l’ardore del suo ministero pastorale, riuscì a estinguere completamente l’idolatria, erigendo luoghi di culto e di preghiera e incoraggiando la vita comunitaria di gruppi che volevano dedicarsi alla vita contemplativa, così guidò la Chiesa danese ad una intensa fede cristiana con la testimonianza della sua vita e con l’efficacia della sua parola.

             Esercitò l’ufficio episcopale per quarantasei anni e quando sentì che era ormai prossima la sua fine, esortati i presbiteri e il popolo ad amare Dio e i fratelli, assorto in preghiera, rese a Dio il suo spirito.

             Venne sepolto fuori delle mura lungo la via Flaminia, nel luogo detto “Vico delle Tane”, a cui fu in seguito dato il nome di San Paterniano.

             Avendo Dio confermato la sua santità con dei  miracoli, molti anche da lontano cominciarono a recarsi a pregare sulla sua tomba.

             Finalmente la popolazione di Fano, riconoscente dei benefici ricevuti, elesse il Santo Vescovo come suo Patrono principale.

             Il 10 luglio 1551, ne trasportò le reliquie con una imponente processione nella nuova basilica a lui dedicata.

             La Chiesa di Fano, come nei secoli passati, esprime tuttora una viva devozione al suo Patrono e compie il proprio cammino di fede, fiduciosa nella sua continua protezione.

 

(Dal “proprio” della Diocesi di Fano)