Casella di testo: 7 settembre                Metodi per diventare santi
Casella di testo: Se non diventi Santo, avrai perso tempo nella vita.

Beata Eugenia Picco

 

                 Eugenia Picco nasce a Crescenzago (Milano) l'8 novembre 1867. Il padre Giuseppe, non vedente, fu un rinomato musicista e concertista, la madre Adelaide Del Corno era una persona attratta dalla mondanità che mirava ad un’esistenza agiata al seguito dei successi del marito. Le pause fra una tournée e l'altra, erano i momenti d’incontro fra Eugenia e i genitori, in quanto fu affidata dal padre ai nonni paterni. Da una tournée negli Stati Uniti assieme a Giuseppe Picco, Adelaide Del Corno ritornò senza il congiunto; Eugenia non saprà più nulla del destino del genitore, misteriosamente scomparso.                  La madre iniziava così la convivenza con un altro uomo: tale Basilio Recalcati, con il quale in seguito darà alla luce altri figli. Rapì poi letteralmente Eugenia dalle cure dei nonni costringendola  a vivere con lei e con il suo nuovo compagno, trasferendosi a Milano. Eugenia fu costretta a crescere in un ambiente irreligioso e dalla dubbia moralità dovendo confrontarsi con le ambizioni mondane di Adelaide che la vuole a tutti i costi artista di rilievo. A ciò si deve aggiungere il comportamento del Recalcati che la fa vittima delle sue particolari attenzioni, infastidendola in modo pressante. Cominciò a frequentare l’oratorio delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di via Parini a Milano e senza avere, al momento, una profonda conoscenza di Dio “…Si rifugiava nella basilica di Sant’Ambrogio, nella quale avvertiva qualcosa di arcano che sin da piccola l’aveva spinta a promettere qualcosa certamente di ispirato, anche se ancora non pienamente compreso...” (Lentini G., Eugenia Picco: sarò come tu mi vuoi, p.25).

                 Nel maggio 1886, ricevette la chiamata alla santità: “Un  episodio da essa narrato già lascia intravedere qualche spiraglio della sua futura esperienza mistica. Straziata per le continue provocazioni al male che le giungevano da quel rischioso ambiente, una sera, ritiratasi in camera, sola e affranta dal dolore, si buttò in ginocchio invocando l’aiuto del Signore” (Vacca M, Una medaglia trovata per strada, p.5).

                 Davanti ad un’immagine, la cui raffigurazione non è nota, Eugenia scrive:“ Che facessi e che avvenne non so dire. Questo ricordo: si staccò dal quadro una striscia di luce (quasi una lama di uno stile) e si lanciò colpendo il mio cuore con un dolore acuto, come provenisse da una ferita prodotta da una punta. Di qui tutto. Quella punta mi cambiò. Non ero più quella. Luce e forza. Il mio Dio mi colpì. Maria vinse la causa. Mi sentii totalmente mutata…dall’istante stesso del fatto, il mio spirito si ritrovò mutato, leggero, forte, sembrò rinato innocente” (Picco E., Relazione al Direttore spirituale, 15.12.1909, in: Scritti, Vol. I, p.11-12).

                 In proposito il Teologo Censore P. Alessio Benigar, ofm: “Dagli effetti buoni che sperimentò la Serva di Dio io, se fossi stato il suo Direttore spirituale, avrei concluso che nel caso in questione non si tratta di un’illusione…ma di una speciale azione di Dio stesso, forse dell’infusione dell’amore, che chiamerei carismatico, giacché da quel momento nella Serva di Dio si accese quell’amore verso Gesù Sacramentato che contraddistinse spiccatamente la sua vita” (Benigar A., Votum, Positio super virtutibus , 6c, p.28; cfr. Ferrari F., L’esperienza cristiana di Agostino Chieppi, p.23).

                 “Quella sera iniziò per Eugenia un itinerario ascetico e mistico che la portò sino alle nozze mistiche e all’esercizio delle virtù in un grado che oggi la Chiesa ha giudicato eroico” (Lentini G., Agostino Chieppi: portatore di Cristo, p.431).

                 Era chiaro che la vita religiosa avrebbe rappresentato l’imminente futuro di Eugenia. La soluzione più ovvia era di entrare tra le Orsoline (il cui Noviziato era a Milano), ma ciò avrebbe significato rimanere nel Capoluogo lombardo, ambiente dal quale E. doveva assolutamente allontanarsi.

                 La scelta ricadde sulla Congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria: “…la congregazione delle Piccole Figlie dei Cuori di Gesù e Maria, fondata da appena vent’anni a Parma, era molto conosciuta ed apprezzata dalle buone Orsoline di Milano che avevano dimestichezza con il Fondatore, monsignor Agostino Chieppi, sia perché la loro Casa madre era pure a Parma sia perché il sant’uomo, oratore di vaglia, a volte veniva a Milano a predicare…” (Lentini G., Eugenia Picco: sarò come tu mi vuoi, p.31).

                 Eugenia lasciò di nascosto, causa l’opposizione della madre e del convivente, Milano e partì per Parma dove fu accolta dalle Chieppine (altro nome con il quale sono conosciute le Piccole Figlie, dal nome del Padre Fondatore, il Venerabile Agostino Chieppi) il 31 Agosto 1887.

                 Il 26 agosto 1888 ha inizio il noviziato con la consegna della medaglia benedetta dalle mani del Fondatore; medaglia che scopre essere molto simile ad una trovata da lei stessa poco tempo prima a Milano, raffigurante i Sacri Cuori di Gesù e Maria. E. raccontò in proposito: “Gesù mi fece trovare per strada una medaglia coi Sacri Cuori di Gesù e Maria, uguale a quella che allora portavano le novizie delle Piccole Figlie dei Cuori di Gesù e di Maria. Fu un segno che mi voleva qui, in questa congregazione? Sino allora non tenevo nulla di sacro addosso” (Lentini G., Eugenia Picco: sarò come tu mi vuoi, p.30-31).

                 Il 10 giugno 1891 emette la prima professione religiosa e riceve, dal Venerabile Agostino Chieppi, l’anello, “segno della triplice promessa di castità, povertà e obbedienza” (Piccole Figlie, Eugenia Picco: Beatificazione 7 Ottobre 2001, p.5).

                 Il 1 giugno 1894 “Sr. Eugenia Picco emette pubblicamente i suoi Voti Perpetui” (Conforti G. M., Le Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, p.89).

                 Si donò alle allieve del Convitto insegnando loro il francese, musica e canto e alle novizie come maestra distinguendosi per il suo essere umile: “La sua incredibile umiltà colpiva gli animi, tanto che, a volte, qualcuno particolarmente impertinente si divertiva a provocarla, senza mai riuscire a scomporla o a ferirla…a suor Eugenia importava solamente vivere il Vangelo come ultima fra gli ultimi” ( Cappucciati R., Eugenia Picco: come vuole l’Amore, p.45).

                 Le caratteristiche di religiosa saggia e prudente unite alla eccezionale diligenza nelle piccole cose la portarono ad assumere le cariche di consigliera, di bibliotecaria e archivista, di segretaria e nel giugno 1911 di Superiora generale, rimanendo in carica fino alla morte.

                 Il suo fu un governo che può definirsi illuminato, diede un ordine definitivo alle Costituzioni e alle Regole dell’Istituto, fedelmente a quanto trasmesso dal Padre Fondatore.

                 In letteratura lascia ai posteri Scritti inediti come Diario e Lettere al Direttore spirituale, Lettere alle Suore, Scritti Vari e il fondamentale Biografia di Mons. A. Chieppi: compilata sui documenti; ma è nel Diario che redasse dal 1909 al 1921 “in cui espresse il suo straordinario itinerario spirituale. Era in continuo colloquio con Gesù…sentì forte il bisogno di trasformare la sua esistenza in una eucaristia permanente. […] Siamo ai più alti gradi della mistica. Fu dono immenso, concessole dallo Spirito!” (Vacca M, Una medaglia trovata per strada, p. 14).

                 La sua carità a servizio dei deboli, poveri, emarginati, fanciulli ebbe modo di manifestarsi ancor di più durante la I Guerra Mondiale facendosi rifugio nel corpo e nell’anima dei bisogni del prossimo; una carità che trova una ragione nel suo sconfinato amore per Gesù Sacramentato: “Tabernacolo Santo, anticamera della patria eterna” ( Picco E., Diario. cfr. Brizzolara P., La sorella del pane, p.4).

                 Di cagionevole salute, le fu diagnosticata anche un’artosinovite all’articolazione tibio-tarsica con febbre che la porterà, nel 1919 all’amputazione dell’arto inferiore destro.

                 Il 7 settembre 1921 “Dopo una lunga e dolorosa agonia, iniziata alle 5.45 del mattino e durata fino alle 4 del pomeriggio, Madre Anna Eugenia Picco, Terza Superiora Generale delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori, rende la sua anima a Dio in Casa Madre” (Conforti G. M., Le Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, p. 99) nello stesso giorno e mese in cui, nel 1891, lasciò la vita terrena il Padre Fondatore, Venerabile Agostino Chieppi.

                 Dal 15 settembre 1945 al 30 novembre 1946 si svolse il Processo ordinario informativo; la Causa avanzò e nel 1989, definito l’esercizio eroico delle virtù, fu dichiarata Venerabile. Il 20 dicembre 1999 si pubblicò e riportò negli Atti della Congregazione delle Cause dei Santi, il Decreto sul miracolo attribuito all’intercessione di E. a favore di Camillo Talubingi Kingombe di Uvira (ex Zaire) avvenuto il 25 agosto 1992 guarito, in modo veloce e completo, miracolosamente.

 Il 7 ottobre 2001 Papa Giovanni Paolo II la proclama Beata.

 

 

Michele Chieppi