Casella di testo: 7 novembre       metodi per diventare santi
Casella di testo: Ho combattuto la buona battaglia, 
ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. (san Paolo)

     Prosdocimo, verosimilmente primo vescovo della chiesa padovana (secolo III-IV), è rappresentato in una «imago clipeata» di marmo (inizi del secolo VI), riscoperta durante la ricognizione della sua salma nell’omonimo oratorio a santa Giustina (1957). Non vi è dubbio che l’iscrizione del secolo VI ivi scolpita («Sanctus Prosdocimus Episcopus et Confessor») attesta una salda devozione antecedente: confermata del resto dalla sua vasta diffusione anche fuori del territorio padovano prima del Mille (come a Este e a Verona) o successivamente come a Vicenza, Treviso, Asolo, Altino, Feltre, Belluno, Trento, Concordia, ecc.). Del resto, la vitalità del suo culto è attestata da documenti archivistici dell’860 (Verona) e del 970 (Padova), anno nel quale i benedettini furono chiamati a custodire la basilica cimiteriale di S. Giustina.

L’iconografia lo rappresenta con il pastorale e l’ampolla dell’acqua battesimale in mano: simboli della sua missione pastorale in città e in diocesi.

L’antica liturgia ne celebra la fedeltà al Vangelo e all’insegnamento degli Apostoli.

 

(da “Lit. delle Ore della Chiesa di Padova: celebr. proprie”, p. 143)

 

Viene onorato, dalla tradizione, come il primo vescovo di Padova, patrono della città euganea, e anche, secondo la opinione di vari studiosi, probabile evangelizzatore di tutta la Venezia occidentale. Anche la più bella immagine di San Prosdocimo venne dipinta da un padovano, il grande quattrocentista Andrea Mantegna. Fa parte di un polittico intitolato a Santa Giustina, altra celebre martire di Padova, che si trova attualmente nella Pinacoteca di Brera, a Milano. In questo, san Prosdocimo appare con il tipico attributo della brocca, simbolo della sua infaticabile attività di battezzatore. Inviato dallo stesso san Pietro, Prosdocimo a Padova avrebbe compiuto prodigi e miracoli. Dopo la sua morte si trova citata, fuori dalle mura di Padova, una «Ecclesia Sancti Prosdocimi», nota più tardi come basilica di Santa Giustina. Il vescovo, infatti, avrebbe convertito proprio Giustina, e la donna cristiana seppe mantenere intatta la sua fede, affrontando il martirio nella persecuzione di Nerone. (Avvenire)