Casella di testo: 23 novembre            metodi per diventare santi
Casella di testo: Sono " coloro che vengono dalla grande prova: essi hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello " (Apoc 7, 13-14),

Santa Felicita

madre di

sette fratelli

martiri:

 

Gennaro

Felice

Filippo

Silano

Alessandro

Vitale

Marziale

Il martirologio Geroniminiano ricorda al 23 novembre la martire Santa Felicita, sepolta a Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria.

Una “Depositio Martyrum” la ricorda alla data del 10 luglio.

Al tempo di Gregorio Magno (590/604) alcuni documenti ricordano di una lampada, offerta dal presbitero Giovanni alla regina Teodolinda, alimentata con olio raccolto dalla lampada che ardeva sulla tomba della martire Felicita.

Una pittura murale di Santa Felicita con sette giovanetti ha fatto pensare che qui riposassero anche i suoi sette figli.

Secondo la tradizione più antica (IV secolo), Felicita era una ricca vedova, accusata presso l’imperatore Antonino di essere diventata cristiana.

Condotta dinanzi al giudice presso il foro di Marte insieme ai suoi sette figli, Felicita continuava ad esortare i giovani a rimanere saldi nella fede.

Con costanza continuarono tutti a professare la Fede cristiana e per questo motivo furono giustiziati.

Papa Bonifacio I (418/422), durante lo scisma di Eulalio, si rifugiò nel cimitero dove era la tomba di Santa Felicita e successivamente faceva qui costruire una basilica dove egli stesso fu sepolto. Da qui nacque la devozione a Santa Felicita e i suoi sette figli.

Un dipinto dell’VIII secolo, trovato nelle catacombe, raffigura il Redentore che incorona Felicita con sette martiri.

A Roma, presso il Colosseo, nel 1812, fu scoperto un oratorio in onore di Santa Felicita. Ed anche una pittura che la rappresenta con sette giovanetti ed una iscrizione: FELICITAS CULTRIX ROMANORUM, che dice la venerazione della Santa come protettrice delle donne romane.

A motivo dei sette figli, oggi è venerata anche dalle donne che desiderano avere prole.