Casella di testo: 29  giugno      metodi per diventare santi
Casella di testo: «per tutta la terra si diffonde la loro voce 
ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5).

Il culto dei grandi Apostoli, Pietro e Paolo, risale alle origini stesse della Chiesa: essi ne furono sempre i protettori e le guide. Roma deve loro la sua vera grandezza; l'azione provvidenziale di Dio ve li ha condotti entrambi per fare della capitale dell'impero, santificata dal loro martirio, il centro del mondo cristiano.

S. Pietro subì il martirio sotto Nerone nel 66 o 67. Fu sepolto sulla collina del Vaticano dove scavi recenti hanno rinvenuto la sua tomba sull'area stessa della basilica costruita in suo onore da Costantino.

S. Paolo fu decapitato sulla via Ostiense, là dove s'innalza la basilica che porta il suo nome.

Nel corso dei secoli, il popolo cristiano non ha mai cessato di recarsi in pellegrinaggio alle tombe dei due grandi apostoli. Già nel II e III secolo ci si recava a Roma per rafforzare la propria fede al contatto della Chiesa romana, per constatarne la sua apostolicità, per paragonare la sua dottrina infallibile con quella delle altre chiese, per onorare la memoria di S. Pietro e di S Paolo.

La Messa del 29 giugno esprime la fiducia della Chiesa nell'intercessione di "coloro per i quali essa ha ricevuto le primizie della fede"(orazione). Essa mette particolarmente in rilievo le prerogative di Pietro,(Vangelo), la protezione speciale di Dio sulla sua persona; e i cristiani sanno, quando cantano il "Tu es Petrus", che le prerogative del principe degli apostoli sono passate ai Papi, successori di Pietro sulla cattedra di Roma, come pure sono sicuri della provvidenza tutta particolare di Dio, che fino alla fine del mondo assisterà il Vicario di Cristo.

MARTIROLOGIO: A Roma il natale dei santi Apostoli Pietro e Paolo, i quali patirono nello stesso anno e nello stesso giorno, sotto Nerone Imperatore. Il primo di questi, nella medesima Città, crocifisso col capo rivolto verso la terra, e sepolto nel Vaticano presso la via Trionfale, è celebrato con venerazione da tutto il mondo; l'altro, decapitato e sepolto sulla via Ostiense, è venerato con pari onore.  

 

Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo

Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato
Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo giorno. Noi non parliamo di martiri poco conosciuti; infatti «per tutta la terra si diffonde la loro voce ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5). Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato. Hanno seguito la giustizia. Hanno testimoniato la verità e sono morti per essa. Il beato Pietro, il primo degli apostoli, dotato di un ardente amore verso Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «E io ti dico: Tu sei Pietro» (Mt 16, 18). E
precedentemente Pietro si era rivolto a Gesù dicendo: «Tu sei il Cristo, il Fglio del Dio vivente» (Mt 16, 16). E Gesù aveva affermato come risposta: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18). Su questa pietra stabilirò la fede che tu professi. Fonderò la mia chiesa sulla tua affermazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra, come cristiano da Cristo. Il Signore Gesù, come già sapete, scelse prima della passione i suoi discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette l'incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l'intera Chiesa. Ed é stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19). Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l'intera Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli é la personifcazione dell'universalità e dell'unità della Chiesa. «A te darò» quello che é stato affidato a tutti. E' ciò che intende dire Cristo. E perché sappiate che é stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un'altra circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).
Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l'incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l'unità. Si rivolge da principio
a Pietro, perché Pietro é il primo degli apostoli. Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell'amore la testimonianza, come la presunzione é stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell'amore ciò che avevi legato per timore. E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro. Un solo giorno é consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch'essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli. Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione.

Santi

Pietro e Paolo

 

+ Roma 67 d.C.