Casella di testo: 25 aprile       metodi per diventare santi
Casella di testo: Lavoriamo senza chiasso e senza tregua… 
lavoriamo sotto lo sguardo di Dio… di Dio solo.
(San Luigi Orione)

 

San PEDRO

DI SAN JOSÉ

DI BETANCURT

 

1626 - 1667

 

VIAGGIO APOSTOLICO A TORONTO,
A CIUDAD DE GUATEMALA E A CIUDAD DE MÉXICO

CANONIZZAZIONE DI FRATEL PEDRO DI SAN JOSÉ DI BETANCURT

 

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Città del Guatemala
Martedì, 30 luglio 2002

 

 1. "Venite, benedetti del Padre mio; ...Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 34.40). Come non pensare che queste parole di Gesù, con le quali si concluderà la storia dell'umanità, possano applicarsi anche a Fratel Pedro, che con tanta generosità si dedicò al servizio dei più poveri e abbandonati?

Mentre oggi iscrivo nell'albo dei Santi Fratel Pedro di San José di Betancurt, lo faccio convinto dell'attualità del suo messaggio. Il nuovo Santo con l'unico bagaglio della sua fede e della sua fiducia in Dio attraversò l'Atlantico per servire i poveri e gli indigeni dell'America: prima a Cuba, poi in Honduras e infine in questa benedetta terra del Guatemala, la sua "terra promessa".

2. Ringrazio cordialmente per le amabili parole che mi ha rivolto Mons. Rodolfo Quezada, Arcivescovo di Guatemala, presentandomi queste amate comunità ecclesiali. Saluto i Signori Cardinali, i Vescovi guatemaltechi, il Vescovo di Tenerife e quanti sono venuti da altre parti del Continente americano.

Saluto anche con grande stima i sacerdoti e i consacrati e consacrate. Un saluto speciale e affettuoso anche ai Fratelli dell'Ordine di Betlemme e alle Suore Betlemite, frutto dell'ispirazione della Madre Encarnación Rosal, prima Beata guatemalteca e riformatrice della Comunità da cui iniziò la fondazione per recuperare i valori fondamentali dei seguaci di Fratel Pedro.

Ringrazio particolarmente per la presenza in questa celebrazione dei Presidenti delle Repubbliche del Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Repubblica Dominicana, del Primo Ministro del Belice e le altre Autorità civili. Apprezzo anche la partecipazione in questa manifestazione della Missione ufficiale che il Governo Spagnolo ha voluto inviare per questa felice occasione.

Desidero ugualmente esprimere la mia stima e vicinanza ai numerosi indigeni. Il Papa non vi dimentica e, ammirando i valori della vostra cultura, vi incoraggia a superare con speranza le situazioni, a volte difficili, che attraversate. Costruite con responsabilità il futuro, lavorate per il progresso armonico dei vostri popoli! Meritate ogni rispetto e avete diritto a realizzarvi pienamente nella giustizia, nello sviluppo integrale e nella pace.

3. "Rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore, perché Cristo abiti per la fede nei vostri cuori, radicato e fondati nella carità" (Ef 3, 16-17). Queste parole di san Paolo, che abbiamo ascoltato oggi, manifestano come l'incontro interiore con Cristo trasforma l'essere umano, riempiendolo di misericordia verso il prossimo.

Fratel Pedro fu uomo di profonda preghiera, già nella sua terra natale, Tenerife, e in seguito in tutte le tappe della sua vita, fino a giungere qui, dove, specialmente nell'eremo del Calvario, cercava assiduamente la volontà di Dio in ogni momento.

Per questo è un luminoso esempio per i cristiani di oggi, ai quali ricorda che, per essere santo, "è necessario un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'arte della preghiera" (Novo millennio ineunte, 32). Pertanto, rinnovo la mia esortazione a tutte le comunità cristiane, del Guatemala e degli altri paesi, ad essere autentiche scuole di preghiera, nelle quali pregare sia parte centrale di ogni attività. Un'intensa vita di pietà produce sempre frutti abbondanti.

Fratel Pedro forgiò così la sua spiritualità, particolarmente nella contemplazione dei misteri di Betlemme e della Croce. Se nella nascita e infanzia di Gesù approfondì l'avvenimento fondamentale dell'Incarnazione del Verbo, che lo portò a scoprire quasi naturalmente il volto di Dio nell'uomo, nella meditazione sulla Croce, incontrò la forza per esercitare eroicamente la misericordia con i più piccoli e bisognosi.

4. Oggi siamo testimoni della profonda verità delle parole del Salmo che abbiamo poc'anzi recitato: il giusto "non temerà. Egli dona largamente ai poveri; la sua giustizia rimane per sempre" (111, 8-9). La giustizia che perdura è quella che si pratica con umiltà, condividendo di cuore la sorte dei fratelli, seminando ovunque lo spirito di perdono e misericordia.

Pedro de Betancurt si distinse precisamente per aver praticato la misericordia con spirito umile e vita austera. Sentiva nel suo cuore di servitore l'ammonimento dell'Apostolo Paolo: "Qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come per il Signore, e non per gli uomini" (Col 3, 23). Per questo fu veramente un fratello di chiunque viveva nella necessità e si impegnò con tenerezza e immenso amore alla loro salvezza. E' quanto si manifesta negli avvenimenti della sua vita, come nella sua dedizione verso gli infermi nel piccolo ospedale di Nostra Signora di Betlemme, culla dell'Ordine Betlemita.

Anche oggi il nuovo Santo è un pressante invito a praticare la misericordia nella società attuale, soprattutto quando sono tanti coloro che attendono una mano tesa che li soccorra. Pensiamo ai bambini e giovani senza casa o senza educazione, alle donne abbandonate con tante necessità a cui far fronte; alla moltitudine di emarginati nelle città; alle vittime delle organizzazioni del crimine organizzato, della prostituzione o della droga; agli infermi senza assistenza o agli anziani che vivono soli.

5. Fratel Pedro "è una eredità da non disperdere, da consegnare a un perenne dovere di gratitudine e a un rinnovato proposito di imitazione" (Novo millennio ineunte, 7). Questa eredità deve suscitare nei cristiani e in tutti i cittadini il desiderio di trasformare la comunità umana in una grande famiglia, dove le relazioni sociali, politiche e economiche siano degne dell'uomo, e si promuova la dignità della persona con il riconoscimento effettivo dei suoi diritti inalienabili.

Vorrei concludere ricordando come la devozione alla Santissima Vergine accompagnò sempre la vita di pietà e di misericordia di Fratel Pedro. Che Ella guidi anche noi affinché, illuminati dagli esempi dell'"uomo fatto carità", come è conosciuto Pedro de Betancurt, possiamo giungere fino a suo figlio Gesù. Amen.

Al termine della Celebrazione Eucaristica il Papa ha rivolto all'assemblea le seguenti parole:

Prima di lasciare questo luogo stupendo, il luogo della canonizzazione del primo santo del Guatemala e di Tenerife, desidero dirvi che mi avete commosso ancora una volta.

Grazie, molte grazie, Guatemala. Con questa fede, con questa cordialità, con queste strade così meravigliosamente ornate. Grazie perché so che dietro ogni croce vi è questo cuore. Siate fedeli a Dio, alla Chiesa, alla vostra tradizione cattolica, illuminati dall'esempio del santo Fratel Pietro. Guatemala sempre fedele, sotto la protezione del Santo Cristo de Esquipulas. Guatemala, ti porto nel mio cuore.

Sia lodato Gesù Cristo!

 

Hermano Pedro de San José Betancurt
(1626-1667)
 

 

El Beato Pedro de San José Betancur nace en Vilaflor de Tenerife el 21 de marzo de 1626 y muere en Guatemala el 25 de abril de 1667. La distancia en el tiempo no opaca la luz que emana de su figura y que ha iluminado tanto a Tenerife como a toda la América Central desde aquellos remotos días de la Colonia.

El Beato Pedro de San José Betancur supo leer el Evangelio con los ojos de los humildes y vivió intensamente los Misterios de Belén y de la Cruz, los cuales orientaron todo su pensamiento y acción de caridad. Hijo de pastores y agricultores, tuvo la gracia de ser educado por sus padres profundamente cristianos; a los 23 años abandonó su nativa Tenerife y, después de 2 años, llegó a Guatemala, tierra que la Providencia había asignado para su apostolado misionero.

Apenas desembarcado en el Nuevo Mundo, una grave enfermedad lo puso en contacto directo con los más pobres y desheredados. Recuperada inesperadamente la salud, quiso consagrar su vida a Dios realizando los estudios eclesiásticos pero, al no poder hacerlo, profesó como terciario en el Convento de San Francisco, en la actual La Antigua Guatemala, con un bien determinado programa de revivir la experiencia de Jesús de Nazaret en la humildad, la pobreza, la penitencia y el servicio a los pobres.

En un primer momento realizó su programa como custodio y sacristán de la Ermita del Santo Calvario, cercana al convento franciscano, que se convierte en el centro irradiador de su caridad. Visitó hospitales, cárceles, las casas de los pobres; los emigrantes sin trabajo, los adolescentes descarriados, sin instrucción y ya entregados a los vicios, para quienes logró realizar una primera fundación para acoger a los pequeños vagabundos blancos, mestizos y negros. Atendió la instrucción religiosa y civil con criterios todavía hoy calificados como modernos.

Construyó un oratorio, una escuela, una enfermería, una posada para sacerdotes que se encontraban de paso por la ciudad y para estudiantes universitarios, necesitados de alojamiento seguro y económico. Recordando la pobreza de la primera posada de Jesús en la tierra, llamó a su obra «Belén».

Otros terciarios lo imitaron, compartiendo con el Beato penitencia, oración y actividad caritativa: la vida comunitaria tomó forma cuando el Beato escribió un reglamento, que fue adoptado también por las mujeres que atendían a la educación de los niños; estaba surgiendo aquello que más tarde debería tener su desarrollo natural: la Orden de los Bethlemitas y de las Bethlemitas, aún cuando éstas sólo obtuvieron el reconocimiento de la Santa Sede más tarde.

El Beato Hermano Pedro se adelantó a los tiempos con métodos pedagógicos nuevos y estableció servicios sociales no imaginables en su época, como el hospital para convalecientes.Sus escritos espirituales son de una agudeza y profundidad inigualables.

Muere apenas a los 41 años el que en vida era llamado «Madre de Guatemala». A más de tres siglos de distancia, la memoria del «hombre que fue caridad» es sentida grandemente, viva y concreta, en su nativa Tenerife, en Guatemala y en todos los lugares donde se conoce su obra. El Hermano Pedro fue Beatificado solemnemente por Vuestra Santidad el 22 de junio de 1980, en un acontecimiento de incalculable valor pastoral y eclesial para Guatemala y para toda América.

 

Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice

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