Casella di testo: 18 aprile        metodi per diventare santi
Casella di testo: "II mio sacerdozio, già al suo nascere, si è iscritto nel grande sacrificio di tanti uomini e donne della mia generazione"  (Giovanni Paolo II)

 

Servo di Dio

Igino Giordani

24/09/1894

+18/04/1980

 

 

Igino Giordani: un politico e giornalista santo?

Figura tra le più rappresentative della cultura del Novecento. Lascia un patrimonio di grande attualità

“Perché la Chiesa tutta trovi in lui un modello, un testimone del Vangelo, laico fedele e modello di comunione”. Così l’8 dicembre 2000 mons. Pietro Garlato, allora vescovo di Tivoli, annunciava con una lettera a Chiara Lubich, la sua decisione di far avviare il processo di beatificazione di Igino Giordani. Ed ora, domenica 27 settembre, si concluderà la fase diocesana, per poi passare, in Vaticano, alla Congregazione per le cause dei santi. Può un politico essere santo?È l’interrogativo che si pone Igino Giordani quando, nel 1946, De Gasperi lo convince – a seguito della sua lunga collaborazione con Sturzo nel Partito popolare - a partecipare alle elezioni politiche . L’anelito alla santità si era acceso in lui già a 22 anni, sul letto di un ospedale militare, durante la Grande Guerra. Politico “casto”, lontano da ogni privilegio, negli anni difficili del dopoguerra ha esercitato il ruolo di costituente e parlamentare come “servizio sociale, carità in atto”. Strenuo difensore della pace, considera la guerra “un’operazione contro il popolo, in spregio alla libertà, alla democrazia”. In precedenza, per i suoi duri interventi contro il fascismo, visse “in confino civile e politico”: fu radiato dall’albo dei giornalisti e privato dell’insegnamento. “O L’Europa si unisce, o l’Europa perisce”, lo scrive negli anni ’50, quando è membro del primo Consiglio dei popoli d'Europa.  Sin dalla metà degli anni Venti aveva prospettato la nascita degli Stati Uniti d’Europa. È direttore di autorevoli testate giornalistiche. Si dimette da Il popolo, pur di non essere “un direttore diretto”. Qualche anno prima aveva diretto Il Quotidiano. La sua minaccia di dimissioni aveva prodotto la fine dei tentativi esterni di condizionamento.  Giornalista e scrittore, lascia un patrimonio culturale di un centinaio di libri e di oltre 4.000 articoli a sfondo politico, culturale e religioso.   Intellettuale di punta del cattolicesimo italiano, studioso dei Padri della Chiesa, si fa voce di un cristianesimo eroico e in qualche modo precorre il Concilio Vaticano II, specie sui temi del laicato e dell’ecumenismo. Nel ’48 una svolta: l’incontro con Chiara Lubich, che nel ’43 aveva dato vita ad un nuovo movimento nella Chiesa, i Focolari, accende in lui una “rivoluzione dell’anima”. Trova ciò che aveva a lungo cercato:  gli si spalancano i cancelli che avevano separato “il mondo laicale dalla vita mistica”. Il suo cammino da individuale, si fa comunitario. Giordani, dal canto suo, dà un contributo importante al dispiegarsi del carisma dell’unità dei Focolari nel campo ecumenico, della famiglia, della politica e dei diversi ambiti della società. Tanto da essere riconosciuto da Chiara tra i confondatori del movimento.  In molte sue pagine e nella stessa sua vita si può trovare una testimonianza anticipatrice di quella “caritas in veritate” tracciata da Papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica. La fase diocesana del processo si conclude dopo 5 anni di lavoro: 2500 le pagine degli atti processuali. I censori teologi hanno esaminato 98 libri e più di 4000 articoli; i periti storici, 120 faldoni di scritti inediti, costituiti da oltre 60.000 pagine. Si ha, inoltre, documentazione di più di 50 grazie ricevute, secondo le descrizioni che ne fanno i fedeli, per intercessione di Giordani. Tra queste il postulatore della causa sceglierà quella da sottoporre al giudizio della Chiesa per l’accertamento del miracolo. L’apertura della causa presieduta dall’allora vescovo tuscolano, Mons. Giuseppe Matarrese, aveva avuto luogo il 6 giugno 2004, nella cattedrale di Frascati, diocesi dove Igino Giordani concluse il suo cammino terreno. La cerimonia conclusiva si è svolta domenica 27 settembre 2009 al Centro Internazionale dei Focolari di Rocca di Papa, nella cui cappella sono custodite le spoglie del Servo di Dio e di Chiara Lubich. E’ stato il nuovo vescovo, appena insediato nella diocesi di Frascati, mons. Raffaello Martinelli, a presiedere,  l’atto giuridico preceduto dall’intervento dell’attuale presidente dei Focolari, Maria Voce.

 

 Per sapere di più  su Igino Giordani

www.iginogiordani.info/