Casella di testo: 27 agosto          metodi per diventare santi
Casella di testo: Più di tutti i doni afferti, questo è grande: amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come se stessi (Vangelo)

 

Santa Monica

 

Madre di Sant’Agostino

 

 

Tagaste, attuale Song-Ahras, Algeria, c. 331

+ Ostia, Roma, 27 agosto 387

Nacque nel 331 a Tagaste, di famiglia profondamente cristiana e andò subito in sposa a Patrizio, di carattere buono ma che non risparmiava a Monica angherie ed infedeltà. La Santa riuscì, con una tale mitizza e docilità ad essere di stupore e di esempio, non solo a sopportare ma anche a vincere le asprezze del marito. A 22 anni ebbe Agostino come primogenito. Successivamente nacque un secondo figlio, Naviglio, ed una figlia di cui ignoriamo il nome. La pietà e l'amore materno furono sempre luce e guida in tutta la vita di S. Agostino e furono fondamentali per le sue scelte per condurlo sulla via delta Santità. Nel 371 perdette il marito che era riuscito a convertire al cristianesimo l'anno prima. Iniziò un periodo doloroso della sua vita nella quale si ripromise di convertire il figlio Agostino restandogli al suo fianco fino al suo battesimo avvenuto il 25 aprile 387. Mori nello stesso anno ad Ostia dove fu sepolta.

 

Dalle «Confessioni» di sant'Agostino, vescovo

Era ormai vicino il giorno in cui ella sarebbe uscita da questa vita, giorno che tu conoscevi mentre noi lo ignoravamo. Per tua disposizione misteriosa e provvidenziale, avvenne una volta che io e lei ce ne stessimo soli, appoggiati al davanzale di una finestra che dava sul giardino interno della casa che ci ospitava, là presso Ostia, dove noi, lontani dal frastuono della gente, dopo la fatica del lungo viaggio, ci stavamo preparando ad imbarcarci. Parlavamo soli con grande dolcezza e, dimentichi del passato, ci protendevamo verso il futuro, cercando di conoscere alla luce della Verità presente, che sei tu, la condizione eterna dei santi, quella vita cioé che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò in cuore d'uomo (cfr. 1 Cor 2, 9). Ce ne stavamo con la bocca anelante verso l'acqua che emana dalla tua sorgente, da quella sorgente di vita che si trova presso di te. Dicevo cose del genere, anche se non proprio in tal modo e con queste precise parole. Tuttavia, Signore, tu sai che in quel giorno, mentre così parlavamo e, tra una parola e l'altra, questo mondo con tutti i suoi piaceri perdeva ai nostri occhi ogni suo richiamo, mia madre mi disse: «Figlio, quanto a me non trovo ormai più alcuna attrattiva per questa vita. Non so che cosa io stia a fare ancora quaggiù e perché mi trovi qui.

Questo mondo non é più oggetto di desideri per me. C'era un solo motivo per cui desideravo rimanere ancora un poco in questa vita: vederti cristiano cattolico, prima di morire. Dio mi ha esaudito oltre ogni mia aspettativa, mi ha concesso di vederti al suo servizio e affrancato dalle aspirazioni di felicità terrene. Che sto a fare qui?». Non ricordo bene che cosa io le abbia risposto in proposito. Intanto nel giro di cinque giorni o poco più si mise a letto con la febbre. Durante la malattia un giorno ebbe uno svenimento e per un pò di tempo perdette i sensi. Noi accorremmo, ma essa riprese prontamente la conoscenza, guardò me e mio fratello in piedi presso di lei, e disse, come cercando qualcosa: «Dove ero»?

Quindi, vedendoci sconvolti per il dolore, disse: «Seppellire qui vostra madre». Io tacevo con un nodo alla gola e cercavo di trattenere le lacrime. Mio fratello, invece, disse qualche parola per esprimere che desiderava vederla chiudere gli occhi in patria e non in terra straniera. Al sentirlo fece un cenno di disapprovazione per ciò che aveva detto. Quindi rivolgendosi a me disse: «Senti che cosa dice?». E poco dopo a tutti e due: «Seppellirete questo corpo, disse, dove meglio vi piacerà; non voglio che ve ne diate pena. Soltanto di questo vi prego, che dovunque vi troverete, vi ricordiate di me all'altare del Signore».

Quando ebbe espresso, come poté, questo desiderio, tacque. Intanto il male si aggravava ed essa continuava a soffrire.

In capo a nove giorni della sua malattia, l'anno cinquantaseiesimo della sua vita, e trentatreesimo della mia, quell'anima benedetta e santa se ne partì da questa terra.

(Lib. 9, 10-11; CSEL 33, 215-219)

Santa Monica: più che madre

II 27 agosto abbiamo celebrato la memoria liturgica di santa Monica madre di sant'Agostino, considerata modello e patrona delle madri cristiane. Di lei molte notizie ci vengono fornite dal figlio nel libro autobiografico Le confessioni, capolavoro tra i più letti di tutti i tempi. Qui apprendiamo che sant'Agostino bevve il nome di Gesù con il latte materno e fu educato dalla madre nella religione cristiana, i cui principi gli rimarranno impressi anche negli anni di sbandamento spirituale e morale.

Monica non smise mai di pregare per lui e per la sua conversione, ed ebbe la consolazione di vederlo ritornare alla fede e ricevere il battesimo. Iddio esaudì le preghiere di questa santa mamma, alla quale il Vescovo di Tagaste aveva detto: "È impossibile che un figlio di tante lacrime vada perduto"

In verità, sant'Agostino non solo si convertì, ma decise di abbracciare la vita monastica e, ritornato in Africa, fondò egli stesso una comunità di monaci. Commoventi ed edificanti sono gli ultimi colloqui spirituali tra lui e la madre nella quiete di una casa di Ostia, in attesa di imbarcarsi per l'Africa. Ormai santa Monica era diventata, per questo suo figlio, "più che madre, la sorgente del suo cristianesimo"

II suo unico desiderio era stato per anni la conversione di Agostino, che ora vedeva orientato addirittura verso una vita di consacrazione al servizio di Dio. Poteva pertanto morire contenta, ed effettivamente si spense il 27 agosto del 387, a 56 anni, dopo aver chiesto ai figli di non darsi pena per la sua sepoltura, ma di ricordarsi di lei, dovunque si trovassero, all'altare del Signore. Sant'Agostino ripeteva che sua madre lo aveva "generato due volte"

 

Benedetto XVI all’Angelus, 30 agosto 2009